Dal cielo alla terra, storia di un ritrovamento.

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Sabato mattina scorso l’associazione di promozione sociale “Aerei perduti nel Polesine” ha dato inizio ai lavori di scavo per il recupero dell’aereo caduto nelle campagne tra Garofolo e Polesella tra il 1944 e il 1945 abbattuto dalla contraerea tedesca. Si tratta di un aereo di fabbricazione americana pilotato da un militare alleato, un Curtiss P40N “Kittyhawk”. L’aereo aveva il compito di bombardare le principali vie di comunicazione come ponti, strade e ferrovie con lo scopo di tagliare le possibilità di approvvigionamento dei soldati tedeschi. Questi aerei partivano dalle basi in Puglia e spesso facevano rotta proprio sul Polesine così come testimoniano gli oltre 70 crash registrati sul nostro territorio. ...Leggi tutto

La Laguna in bicicletta: da Ferrara a Venezia

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di Giorgio Capatti

La Spal in serie A. Dopo 49 anni, 29 dei quali passati a seguirla anche in capo al mondo. E peccato che quel mondo siano quasi sempre stati posti (anche a volte belli, per carità) dimenticati dal Dio del calcio. Un evento insperato persino per il più accanito dei supporters, inatteso, e per questo ancora più magico, da festeggiare senza sobrietà, in modo pure memorabile.

L’anno scorso, per la promozione dalla C alla B due amici, matti da legare, percorsero in un loro personale pellegrinaggio il Po da Ferrara a Serravalle, quasi 40 chilometri sotto il sole cocente di Luglio. Vuoi, per l’occasione, non essere da meno? ...Leggi tutto

Un aiuto ad un bellissimo progetto

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Cari lettori, oggi voglio farvi conoscere un progetto molto particolare che ha colpito e affascinato la piccola redazione dell’Eco.

Si chiama “Un Po di Novecento“.

Oggi siamo stati contattati da Maria Vittoria, “madrina” di questo progetto sviluppato insieme ad altri amici,  che ci ha illustrato per bene di cosa si tratta e crediamo fermamente che idee come queste abbiano bisogno di una mano, pertanto vi chiedo di dedicare il tempo necessario per leggere di cosa si tratta, proprio dalle parole scritte da Maria Vittoria. ...Leggi tutto

Da Ferrara al Garda in bicicletta- 2a parte

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di Giorgio Capatti

La mattina, dopo aver dormito come un bimbo a cui Enrico ha russato nelle orecchie tutta la notte ma molto meno del solito, come per miracolo sembra che il giorno prima non si sia neanche pedalato.

Sarà l’entusiasmo di quel che ci aspetta, ora davvero inedito, sarà l’abbondante colazione dell’albergo, sarà che anche oggi è una bella giornata di primavera.

Riposizionato il bagaglio al portapacchi, legato alla bene meglio complice la rottura di un gancio, ci avviamo dalla stazione verso l’imbocco della Mantova – Peschiera costeggiando i binari lungo via Pitentino. ...Leggi tutto

Da Ferrara al Garda in bicicletta- 1a parte

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di Giorgio Capatti

Guardo questo blog e mi rendo conto che era più di un anno che non si inforcava la bici per un giro come si deve, davvero troppo tempo. Ti dici che magari i festivi son caduti male, che è stato un anno particolare con impegni scadenzati, ma la verità è che forse ti sei impigrito o, peggio ancora, per un po’ lasciato vincere.

Ma è tornato il momento di riempire un borsone con i cambi di prima necessità per star via tre giorni, legarlo con gli elastici da campeggio al portapacchi dell’amata (e sempre più vecchia ed inadeguata) Caselli e dirigersi all’imbocco della ciclabile di via Modena per iniziare quella che il nostro amico Cima definirebbe, canzonandoci, “una nuova avventura di sport e di vita”. ...Leggi tutto

Le Vite sbobinate di Gianolio, tra i naìf e Zavattini

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Alfredo Gianolio

Alfredo Gianolio nel suo studio.

Aveva ragione Guareschi quando scriveva che <<in quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte possono succedere cose che da altre parti non succedono. Cose che non stonano mai col paesaggio>>, e che <<là tira un’aria speciale, che va bene per i vivi e per i morti…>>. Come si spiega altrimenti, se non con qualcosa di straordinario e misterioso che si respira da quelle parti, che in quel lembo di terra compreso tra Luzzara, Guastalla e Gualtieri, nella bassa reggiana, nel secondo dopoguerra si sia concentrato quel particolare fenomeno artistico che va sotto il nome di Naìf. Non un’ arte accademica, ma “primitiva”, nata dal Genius Loci degli abitanti del posto, per lo più contadini analfabeti che la sera, dopo la fatica quotidiana, prendevano colori e pennello e si mettevano a dipingere figure e paesaggi immaginari; e dove anche le donne dipingevano, magari dopo aver terminato di fare la “sfoglia”: <<Quello era un territorio abbandonato, quasi evitato per la paura degli insetti e della nebbia, era una terra selvaggia, non frequentata da nessuno- è l’interessante spiegazione di Alfredo Gianolio. Per questa ragione è rimasto un terreno vergine, dove chi nasceva da quelle parti era libero, non vittima di conformismi di alcun genere. Cosa molto diversa da quello che è capitato, per esempio, a Ferrara, dove gli Estensi avevano occupato le spiagge e le isole del Po, su cui avevano costruito le loro Delizie, e dove la Cultura ufficiale si era impadronita del territorio, allontanando le espressioni culturali più originali e tipiche degli abitanti di quei luoghi che, altrimenti, si sarebbero potute esprimere spontaneamente>>. ...Leggi tutto

Le emozioni di “Fiume Lento”

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fiume lento

di Giorgio Capatti

“Per averci regalato, fra evocazione e rappresentazione, fra storia e natura, un ritratto vivido ed emozionante del fiume e delle sue storie.

Per un’opera commossa e commovente, solenne e vitale di altissimo valore espressivo.
Per disegni di assoluta e struggente bellezza, vibranti e incantati”.

Con questa motivazione la giuria del Premio Andersen attribuiva nel 2014 il superpremio per Miglior Album Illustrato al capolavoro di Alessandro Sanna “Fiume lento – Un viaggio lungo il Po”, edizione Rizzioli. ...Leggi tutto

Viaggio al termine della notte: Bike Night Ferrara- Mare

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di Giorgio Capatti

Ci sono tanti modi per fare la Destra Po.

Uno è affrontarla per la prima volta, senza alcuna adeguata preparazione psicofisica, e così lasciarsi sorprendere dalla bellezza dei territori attraversati e da se stessi, dalla propria capacità di non stramazzare al suolo prima dell’arrivo. Fatto, ormai qualche anno fa.

Un altro è alternare un Destra Po con un argine Sinistro, così da includere nel percorso qualche amico all’imbarcadero di Ariano Polesine e una visita San Basilio. Fatto. ...Leggi tutto

35 sfumature di… Ferrara: suggestioni a margine della mostra “Ferrara Futurista”, 8-26 Giugno 2015

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Futurismo ferrarase? Un misto di avanguardia e lirismo crepuscolare. Un futurismo per niente retorico e trionfalistico. Non la dissacrazione del tradizionale lirismo italico in arte (“Uccidiamo il chiaro di luna”), ma la sua ripresa … pur partendo da presupposti futuristi!

FB_IMG_1434903904298(Foto 1, Architetto Alberto Squarcia, Presidente dell’Associazione Stileitalico. L’Associazione ha organizzato la Mostra dedicata a Mimì Quilici Buzzacchi)

La “Ferrara futurista” rivive a Ferrara, in una bella mostra nel palazzo municipale, organizzata dall’Associazione Culturale ‘Stileitalico’ (Presidente, Arch. Alberto Squarcia, nella foto 01) dall’ 8 al 26 giugno 2015. Il particolarissimo “futurismo ferrarese” rivive nelle 35 copertine, uscite, tra il gennaio 1933 e il novembre 1935 sulla “Rivista di Ferrara” . Trentadue di queste furono dipinte da Mimì Buzzacchi Quilici (dal 1929, moglie di Nello Quilici, direttore del “Corriere padano”, amico del celebre ‘Ras’ estense del fascismo, Italo Balbo) e madre di Folco Quilici (documentarista, che tutti conoscono) e Vieri. Altre tre furono dipinte dai pittori Tato, Donato Santini e Nives Comasco Casati (rispettivamente i n.2 e 11 del 1933, n.6 del 1934). Quando si parla di “futurismo ferrarese”, parliamo, dunque, di Mimì Quilici Buzzacchi. ...Leggi tutto