Author Archives: Enrico Frabetti

La Laguna in bicicletta: da Ferrara a Venezia

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di Giorgio Capatti

La Spal in serie A. Dopo 49 anni, 29 dei quali passati a seguirla anche in capo al mondo. E peccato che quel mondo siano quasi sempre stati posti (anche a volte belli, per carità) dimenticati dal Dio del calcio. Un evento insperato persino per il più accanito dei supporters, inatteso, e per questo ancora più magico, da festeggiare senza sobrietà, in modo pure memorabile.

L’anno scorso, per la promozione dalla C alla B due amici, matti da legare, percorsero in un loro personale pellegrinaggio il Po da Ferrara a Serravalle, quasi 40 chilometri sotto il sole cocente di Luglio. Vuoi, per l’occasione, non essere da meno? ...Leggi tutto

Da Ferrara al Garda in bicicletta- 2a parte

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di Giorgio Capatti

La mattina, dopo aver dormito come un bimbo a cui Enrico ha russato nelle orecchie tutta la notte ma molto meno del solito, come per miracolo sembra che il giorno prima non si sia neanche pedalato.

Sarà l’entusiasmo di quel che ci aspetta, ora davvero inedito, sarà l’abbondante colazione dell’albergo, sarà che anche oggi è una bella giornata di primavera.

Riposizionato il bagaglio al portapacchi, legato alla bene meglio complice la rottura di un gancio, ci avviamo dalla stazione verso l’imbocco della Mantova – Peschiera costeggiando i binari lungo via Pitentino. ...Leggi tutto

Da Ferrara al Garda in bicicletta- 1a parte

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di Giorgio Capatti

Guardo questo blog e mi rendo conto che era più di un anno che non si inforcava la bici per un giro come si deve, davvero troppo tempo. Ti dici che magari i festivi son caduti male, che è stato un anno particolare con impegni scadenzati, ma la verità è che forse ti sei impigrito o, peggio ancora, per un po’ lasciato vincere.

Ma è tornato il momento di riempire un borsone con i cambi di prima necessità per star via tre giorni, legarlo con gli elastici da campeggio al portapacchi dell’amata (e sempre più vecchia ed inadeguata) Caselli e dirigersi all’imbocco della ciclabile di via Modena per iniziare quella che il nostro amico Cima definirebbe, canzonandoci, “una nuova avventura di sport e di vita”. ...Leggi tutto

Le Vite sbobinate di Gianolio, tra i naìf e Zavattini

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Alfredo Gianolio

Alfredo Gianolio nel suo studio.

Aveva ragione Guareschi quando scriveva che <<in quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte possono succedere cose che da altre parti non succedono. Cose che non stonano mai col paesaggio>>, e che <<là tira un’aria speciale, che va bene per i vivi e per i morti…>>. Come si spiega altrimenti, se non con qualcosa di straordinario e misterioso che si respira da quelle parti, che in quel lembo di terra compreso tra Luzzara, Guastalla e Gualtieri, nella bassa reggiana, nel secondo dopoguerra si sia concentrato quel particolare fenomeno artistico che va sotto il nome di Naìf. Non un’ arte accademica, ma “primitiva”, nata dal Genius Loci degli abitanti del posto, per lo più contadini analfabeti che la sera, dopo la fatica quotidiana, prendevano colori e pennello e si mettevano a dipingere figure e paesaggi immaginari; e dove anche le donne dipingevano, magari dopo aver terminato di fare la “sfoglia”: <<Quello era un territorio abbandonato, quasi evitato per la paura degli insetti e della nebbia, era una terra selvaggia, non frequentata da nessuno- è l’interessante spiegazione di Alfredo Gianolio. Per questa ragione è rimasto un terreno vergine, dove chi nasceva da quelle parti era libero, non vittima di conformismi di alcun genere. Cosa molto diversa da quello che è capitato, per esempio, a Ferrara, dove gli Estensi avevano occupato le spiagge e le isole del Po, su cui avevano costruito le loro Delizie, e dove la Cultura ufficiale si era impadronita del territorio, allontanando le espressioni culturali più originali e tipiche degli abitanti di quei luoghi che, altrimenti, si sarebbero potute esprimere spontaneamente>>. ...Leggi tutto

Le emozioni di “Fiume Lento”

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fiume lento

di Giorgio Capatti

“Per averci regalato, fra evocazione e rappresentazione, fra storia e natura, un ritratto vivido ed emozionante del fiume e delle sue storie.

Per un’opera commossa e commovente, solenne e vitale di altissimo valore espressivo.
Per disegni di assoluta e struggente bellezza, vibranti e incantati”.

Con questa motivazione la giuria del Premio Andersen attribuiva nel 2014 il superpremio per Miglior Album Illustrato al capolavoro di Alessandro Sanna “Fiume lento – Un viaggio lungo il Po”, edizione Rizzioli. ...Leggi tutto

Viaggio al termine della notte: Bike Night Ferrara- Mare

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di Giorgio Capatti

Ci sono tanti modi per fare la Destra Po.

Uno è affrontarla per la prima volta, senza alcuna adeguata preparazione psicofisica, e così lasciarsi sorprendere dalla bellezza dei territori attraversati e da se stessi, dalla propria capacità di non stramazzare al suolo prima dell’arrivo. Fatto, ormai qualche anno fa.

Un altro è alternare un Destra Po con un argine Sinistro, così da includere nel percorso qualche amico all’imbarcadero di Ariano Polesine e una visita San Basilio. Fatto. ...Leggi tutto

In bici tra Ferrara e Cento, pedalando oltre il terremoto

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di Giorgio Capatti

La Rocca estense a Finale Emilia.

In occasione della prima lunga uscita stagionale, alla continua ricerca di nuove strade e percorsi, dal cilindro tiriamo fuori una meta inedita: Cento. La tiriamo fuori dalla nostra memoria, di quando ci eravamo andati nel Settembre 2011 un po’ allo sbaraglio, allungando e scegliendo le strade a sentimento, senza concederci il giusto tempo per assaporare luoghi e colori, lasciando un senso di incompiuto.

Lo rifacciamo 4 anni dopo, lasciati trascorrere 3 anni da quel maledetto 20 Maggio 2012 che ha radicalmente cambiato il territorio e lo spirito delle persone che lo abitano, sbriciolando monumenti e certezze, riversando nel quotidiano la paura. ...Leggi tutto

La storia di Bergantino, il paese delle giostre

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Esterno dell’autopista (Autodromo) che Umberto Favalli vide alla fiera di Poggio Rusco nel 1928. Quella giostra chiudeva l’epoca delle altalene, delle barchette, delle giostrine a cavalli mosse a mano e inaugurava i tempi nuovi della “macchina”, sogno degli italiani.

Esterno dell’autopista (Autodromo) che Umberto Favalli vide alla fiera di Poggio Rusco nel 1928. Quella giostra chiudeva l’epoca delle altalene, delle barchette, delle giostrine a cavalli mosse a mano e inaugurava i tempi nuovi della “macchina”.

Ci sono storie, racchiuse in quello straordinario scrigno che è la provincia italiana, che bisognerebbe avere la curiosità di andare a cercare, storie che ci raccontano di un passato in cui i nostri nonni, spesso spinti dalla fame e dalla miseria, avevano la forza di mettersi in gioco, inventandosi una vita completamente diversa da quella vissuta fino allora dai loro padri. Ci voleva del coraggio per far questo, era un po’ come puntare tutto alla roulette; ma chi non aveva niente da perdere, poteva permetterselo. Anche oggi, probabilmente, guardandoci intorno, non abbiamo più molto da perdere e può essere utile, perciò, voltare lo sguardo indietro e fermarsi un momento ad ascoltare una storia come questa. ...Leggi tutto

La mostra personale di David Orlandini

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di Giorgio Capatti

In estate a Pontelagoscuro, nel ferrarese, si tiene un piccolo festival di arte e cultura, il Totem. Per un intero fine settimana via della Ricostruzione, una delle strade principali del paese, viene chiusa al traffico, e qui si tengono incontri, concerti, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, dirette radio. Il teatro Cortazar e l’adiacente parco a ridosso degli argini del Po, sono tra i palcoscenici principali di questa splendida iniziativa.

Durante la prima edizione mi aveva particolarmente colpito, tra le bancarelle allestite in Parco Tito Salomoni, l’allestimento di opere di un giovane artista di Berra, David Orlandini. In quell’ occasione, ad attirare la mia attenzione fu una serie di lampade artigianali realizzate coi materiali più disparati, tutti a giocare con luce, forme e colori. Intrattenendomi con lui, poi, ho avuto modo di poter vedere quadri ed installazioni realizzati, ammirandone la capacità di sperimentazione, senza perdere un contesto ed un effetto di grande armonia, in cui la fantasia tanto mia quanto sua trovavano un indubbio contatto. ...Leggi tutto