Author Archives: Giorgio Frabetti

35 sfumature di… Ferrara: suggestioni a margine della mostra “Ferrara Futurista”, 8-26 Giugno 2015

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Futurismo ferrarase? Un misto di avanguardia e lirismo crepuscolare. Un futurismo per niente retorico e trionfalistico. Non la dissacrazione del tradizionale lirismo italico in arte (“Uccidiamo il chiaro di luna”), ma la sua ripresa … pur partendo da presupposti futuristi!

FB_IMG_1434903904298(Foto 1, Architetto Alberto Squarcia, Presidente dell’Associazione Stileitalico. L’Associazione ha organizzato la Mostra dedicata a Mimì Quilici Buzzacchi)

La “Ferrara futurista” rivive a Ferrara, in una bella mostra nel palazzo municipale, organizzata dall’Associazione Culturale ‘Stileitalico’ (Presidente, Arch. Alberto Squarcia, nella foto 01) dall’ 8 al 26 giugno 2015. Il particolarissimo “futurismo ferrarese” rivive nelle 35 copertine, uscite, tra il gennaio 1933 e il novembre 1935 sulla “Rivista di Ferrara” . Trentadue di queste furono dipinte da Mimì Buzzacchi Quilici (dal 1929, moglie di Nello Quilici, direttore del “Corriere padano”, amico del celebre ‘Ras’ estense del fascismo, Italo Balbo) e madre di Folco Quilici (documentarista, che tutti conoscono) e Vieri. Altre tre furono dipinte dai pittori Tato, Donato Santini e Nives Comasco Casati (rispettivamente i n.2 e 11 del 1933, n.6 del 1934). Quando si parla di “futurismo ferrarese”, parliamo, dunque, di Mimì Quilici Buzzacchi. ...Leggi tutto

Rick Battaglia (1927-2015): Uno su Mille ce la fa, ma quanto è dura …

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loren 2Un vecchio posteggio per biciclette sulla piazza, antistante la spiaggia di Volano, diventa un capanno-bar; un grande quadrato in cemento, lasciato lì e senza senso nelle giornate ordinarie, si trasforma in pista da ballo. Bastava poco nel 1955 per creare una location cinematografica: bastò poco al regista Mario Soldati per ricreare dal nulla il palcoscenico che di lì a poco avrebbe fatto entrare nel mito Sofia Loren: siamo nel 1955, il film è La donna del fiume, e la scena è quella (celeberrima) del “Mambo-mozzafiato”. ...Leggi tutto

Verdi e Busseto, sulle ali della nostalgia

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Roncole di Busseto, casa natale di Giuseppe Verdi

Senza Busseto, non si capisce Giuseppe Verdi: e non si può cogliere davvero quel profondo senso di familiarità, che si prova quando si ascoltano certe arie verdiane. Senza Busseto, in particolare, non si può capire la vera ragione di un’opera, il Nabucco, forse non delle più raffinate e forse nemmeno delle più rifinite di Verdi, ma sicuramente tra le più emozionanti e suggestive.

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Primo atto, Gli arredi festivi (coro: video 1). Un vivacissimo alternarsi di voci, bassi, soprani: ognuna di queste voci raccoglie l’angoscia delle varie componenti del popolo di Israele, che è in guerra, sa di essere sconfitto, e si è rifugiato nel tempio, pregando, aspettando il peggio. Rappresentazione musicale, eppure plastica di un Popolo, quello di Israele, piccolo regno, fatto di gente laboriosa, ma politicamente e militarmente irrilevante, quindi, perennemente preda di appetiti dinastici, di contese, di guerre … ...Leggi tutto

Guarda Ferrarese, il “non luogo” bacchelliano (“Il Mulino del Po”, 1938-40)

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E’ un’esperienza fin troppo banale stendersi, in un torrido pomeriggio di inizio luglio, sull’argine della Guarda ferrarese e mettersi a leggere Il Mulino del Po di Riccardo Bacchelli. Troppo facile, troppo scontato, anche per un Blog, un tale racconto, oggi che il web particolarmente incentiva certe “facili” esperienze. Ad ogni modo, oggi, 2 luglio 2014, avendo il pomeriggio libero da impegni, e non volendo ne’ annegare nel “buriname” di massa dei nostri lidi (comacchiesi, o ferraresi, poco importa), nè cronicare davanti all’immancabile PC (oggi che, per altro, la connessione “Internet” mi fa arrabbiare), ho deciso. ...Leggi tutto

Le strelle nel fosso (Pupi Avati, 1979): dove tra la Ragazza e la Palude (apparentemente) non c’è confine…

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 “Verso l’imbrunire, venivamo raggiunti da questo Amico, il Terrore, che ci teneva compagnia dal primo imbrunire e fino alle prime luci dell’alba”.
Il regista bolognese Pupi Avati (classe 1938) ha frequentemente rievocato la sua infanzia, in particolare i tempi in cui,  sfollato con la famiglia nelle colline bolognesi, nelle serate, prima di andare a letto, si trovava ad ascoltare da nonni e adulti racconti intrisi di terrore e di incubi a occhi aperti. Usualmente, i critici cinematografici accostano questi ragguagli auto-biografici del regista alle sue note produzioni horror e noir. ...Leggi tutto

Venezia-Ferrara, un difficile equilibrio tra Medioevo e Rinascimento: Polesella, la riscossa di Ferrara al tempo della Lega di Cambrai- Terza parte

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Ferrara era uscita umiliata dalla “guerra del sale” con Venezia del 1482-84.

La Repubblica Serenissima, con l’umiliante pace di Bagnolo, oltre a rinforzare i propri privilegi storici sul commercio del Sale, si era annessa di gran parte del polesine rodigino (con la piazzaforte di Polesella, sul Po, che dava direttamente sul Ducato di Ferrara). Una nuova conformazione territoriale che aveva non poco ridotto l’influenza di Ferrara, prima di allora unica “piazza” commerciale e di scambio per tutti i traffici che avvenissero sull’ultimo tratto del Po e sulla cuspide deltizia. ...Leggi tutto

Venezia-Ferrara, un difficile equilibrio tra Alto Medioevo e Rinascimento: la guerra del sale (1482-1484)-Seconda parte

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di Giorgio Frabetti

Nel 1481, Ferrara era una città in piena espansione.

In quest’epoca, Ferrara non acquisì solo i tratti architettonici che l’hanno resa invidiata e famosa come città rinascimentale. Gli importanti arricchimenti urbanistici e architettonici sono espressione di una precisa maturità politica della Signoria Estense, riuscita a creare, tra il ‘300 e il ‘400, un singolare ” Stato composito” (Marco Folin) nelle combinazioni, spesso artificiose, tra feudi e possedimenti nobiliari, dalla grande capacità di tenuta “al centro”,   Ferrara appunto. ...Leggi tutto

Ferrara-Venezia, un difficile equilibrio tra Alto Medioevo e Rinascimento: le premesse della “guerra del sale”-1a parte

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Premessa:

Naturale crocevia di traffici e commerci, le rotte del Po, nei primi secoli dell’anno mille, incrociarono le tendenze egemoniche di Milano (attraverso i Visconti prima, gli Sforza poi), della Repubblica Serenissima e (fino al 1598, anno della discussa devoluzione allo Stato Pontificio) del Ducato di Ferrara (e tutto questo senza parlare di altri importanti “comprimari”: gli scaligeri di Verona, i Carraresi di Padova). Si può dire che, proprio sulle rotte del Po, in Italia, si sia affermato lo Stato Moderno, sia pure quella creazione tipicamente italiana che fu lo Stato Regionale. Il fiume, infatti, riuscì a collegare città, territori anche lontani, creando forti interdipendenze che i Comuni medievali non erano riusciti ad imbastire. E’ questo il contesto in cui maturano i complessi e delicati equilibri tra Venezia e Ferrara dal XI Secolo fino al XVI Secolo, alla battaglia di Polesella. ...Leggi tutto

Fusione Massa Fiscaglia-Migliaro-Migliarino, il ‘referendum’ sul Nome: quando il Nome non va scelto a caso!

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fusioneCon che criterio si sceglie il nome di un Comune di nuova costituzione? Questo quesito, che è pressappoco paragonabile ai perchè e “per come” della “divisione dell’atomo” sarà sottosto domenica 06 ottobre prossimo agli abitanti dei Comuni di Massa Fiscaglia, Migliaro, Migliarino. Prossimi alla fusione (sulla cui approvazione dovrà contestualmente svolgersi referendum), questi Comuni hanno deciso di interpellare i loro cittadini sul nomen da dare alla nuova realtà amministrativa che nascerà dalla loro fusione. Questi i nomi in campo: Riviera del Volano? Fiscaglia/Terre di Fiscaglia, Terre di Mezzo? ...Leggi tutto

Sabbioneta, la malinconica leggenda di Vespasiano Gonzaga Colonna, il Principe sfortunato

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Impressioni di un Ferragosto diverso, non nella solita “caciara” spiaggiarola, ma immersi in un panorama che, di primo acchito, diresti surreale.

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1. INGRESSO NEL BORGO RINASCIMENTALE DI SABBIONETA E VEDUTA DELLE MURA

Immersa nella assolata e paciosa Pianura Padana mantovana, dove ti aspetteresti solo grano e frutteti, ecco che compaiono delle mura inequivocabilmente rinascimentali, tipo Ferrara e una porta, una porta “antica”, di quelle che nel Medioevo, Rinascimento presidiavano le città, a difesa dei nemici, per riscuotere i dazi, per allontanare gli appestati. Una porta che pare annunciare l’ingresso in un mondo a parte, un mondo di antichità, che non c’è più. ...Leggi tutto