Category Archives: Arte

Le Vite sbobinate di Gianolio, tra i naìf e Zavattini

Published by:

Alfredo Gianolio

Alfredo Gianolio nel suo studio.

Aveva ragione Guareschi quando scriveva che <<in quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte possono succedere cose che da altre parti non succedono. Cose che non stonano mai col paesaggio>>, e che <<là tira un’aria speciale, che va bene per i vivi e per i morti…>>. Come si spiega altrimenti, se non con qualcosa di straordinario e misterioso che si respira da quelle parti, che in quel lembo di terra compreso tra Luzzara, Guastalla e Gualtieri, nella bassa reggiana, nel secondo dopoguerra si sia concentrato quel particolare fenomeno artistico che va sotto il nome di Naìf. Non un’ arte accademica, ma “primitiva”, nata dal Genius Loci degli abitanti del posto, per lo più contadini analfabeti che la sera, dopo la fatica quotidiana, prendevano colori e pennello e si mettevano a dipingere figure e paesaggi immaginari; e dove anche le donne dipingevano, magari dopo aver terminato di fare la “sfoglia”: <<Quello era un territorio abbandonato, quasi evitato per la paura degli insetti e della nebbia, era una terra selvaggia, non frequentata da nessuno- è l’interessante spiegazione di Alfredo Gianolio. Per questa ragione è rimasto un terreno vergine, dove chi nasceva da quelle parti era libero, non vittima di conformismi di alcun genere. Cosa molto diversa da quello che è capitato, per esempio, a Ferrara, dove gli Estensi avevano occupato le spiagge e le isole del Po, su cui avevano costruito le loro Delizie, e dove la Cultura ufficiale si era impadronita del territorio, allontanando le espressioni culturali più originali e tipiche degli abitanti di quei luoghi che, altrimenti, si sarebbero potute esprimere spontaneamente>>. ...Leggi tutto

35 sfumature di… Ferrara: suggestioni a margine della mostra “Ferrara Futurista”, 8-26 Giugno 2015

Published by:

Futurismo ferrarase? Un misto di avanguardia e lirismo crepuscolare. Un futurismo per niente retorico e trionfalistico. Non la dissacrazione del tradizionale lirismo italico in arte (“Uccidiamo il chiaro di luna”), ma la sua ripresa … pur partendo da presupposti futuristi!

FB_IMG_1434903904298(Foto 1, Architetto Alberto Squarcia, Presidente dell’Associazione Stileitalico. L’Associazione ha organizzato la Mostra dedicata a Mimì Quilici Buzzacchi)

La “Ferrara futurista” rivive a Ferrara, in una bella mostra nel palazzo municipale, organizzata dall’Associazione Culturale ‘Stileitalico’ (Presidente, Arch. Alberto Squarcia, nella foto 01) dall’ 8 al 26 giugno 2015. Il particolarissimo “futurismo ferrarese” rivive nelle 35 copertine, uscite, tra il gennaio 1933 e il novembre 1935 sulla “Rivista di Ferrara” . Trentadue di queste furono dipinte da Mimì Buzzacchi Quilici (dal 1929, moglie di Nello Quilici, direttore del “Corriere padano”, amico del celebre ‘Ras’ estense del fascismo, Italo Balbo) e madre di Folco Quilici (documentarista, che tutti conoscono) e Vieri. Altre tre furono dipinte dai pittori Tato, Donato Santini e Nives Comasco Casati (rispettivamente i n.2 e 11 del 1933, n.6 del 1934). Quando si parla di “futurismo ferrarese”, parliamo, dunque, di Mimì Quilici Buzzacchi. ...Leggi tutto

Rick Battaglia (1927-2015): Uno su Mille ce la fa, ma quanto è dura …

Published by:

loren 2Un vecchio posteggio per biciclette sulla piazza, antistante la spiaggia di Volano, diventa un capanno-bar; un grande quadrato in cemento, lasciato lì e senza senso nelle giornate ordinarie, si trasforma in pista da ballo. Bastava poco nel 1955 per creare una location cinematografica: bastò poco al regista Mario Soldati per ricreare dal nulla il palcoscenico che di lì a poco avrebbe fatto entrare nel mito Sofia Loren: siamo nel 1955, il film è La donna del fiume, e la scena è quella (celeberrima) del “Mambo-mozzafiato”. ...Leggi tutto

La mostra personale di David Orlandini

Published by:

di Giorgio Capatti

In estate a Pontelagoscuro, nel ferrarese, si tiene un piccolo festival di arte e cultura, il Totem. Per un intero fine settimana via della Ricostruzione, una delle strade principali del paese, viene chiusa al traffico, e qui si tengono incontri, concerti, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, dirette radio. Il teatro Cortazar e l’adiacente parco a ridosso degli argini del Po, sono tra i palcoscenici principali di questa splendida iniziativa.

Durante la prima edizione mi aveva particolarmente colpito, tra le bancarelle allestite in Parco Tito Salomoni, l’allestimento di opere di un giovane artista di Berra, David Orlandini. In quell’ occasione, ad attirare la mia attenzione fu una serie di lampade artigianali realizzate coi materiali più disparati, tutti a giocare con luce, forme e colori. Intrattenendomi con lui, poi, ho avuto modo di poter vedere quadri ed installazioni realizzati, ammirandone la capacità di sperimentazione, senza perdere un contesto ed un effetto di grande armonia, in cui la fantasia tanto mia quanto sua trovavano un indubbio contatto. ...Leggi tutto

Verdi e Busseto, sulle ali della nostalgia

Published by:

Roncole di Busseto, casa natale di Giuseppe Verdi

Senza Busseto, non si capisce Giuseppe Verdi: e non si può cogliere davvero quel profondo senso di familiarità, che si prova quando si ascoltano certe arie verdiane. Senza Busseto, in particolare, non si può capire la vera ragione di un’opera, il Nabucco, forse non delle più raffinate e forse nemmeno delle più rifinite di Verdi, ma sicuramente tra le più emozionanti e suggestive.

busseto 1   busseto 2
Primo atto, Gli arredi festivi (coro: video 1). Un vivacissimo alternarsi di voci, bassi, soprani: ognuna di queste voci raccoglie l’angoscia delle varie componenti del popolo di Israele, che è in guerra, sa di essere sconfitto, e si è rifugiato nel tempio, pregando, aspettando il peggio. Rappresentazione musicale, eppure plastica di un Popolo, quello di Israele, piccolo regno, fatto di gente laboriosa, ma politicamente e militarmente irrilevante, quindi, perennemente preda di appetiti dinastici, di contese, di guerre … ...Leggi tutto

Idee nell’aria

Published by:

Nel numero di oggi de “il Fatto Quotidiano”, Matteo Maffucci e David Diavù Vecchiato pubblicano un lungo e bell’articolo sullo zuccherificio di Codigoro e sulla storia dell’industria saccarifera nella provincia di Ferrara, con un’intervista all’artista statunitense Beau Stanton, che ha immaginato di utilizzare lo zuccherificio come l’enorme tela per un suo quadro.

Ci piace pensare che, per cercare ispirazione per la puntata odierna della loro rubrica Rifatto, Maffucci e Vecchiato possano essersi ispirati ad un nostro articolo del primo maggio scorso, in cui parlavamo di possibili percorsi di archeologia industriale nella provincia di Ferrara, citando, tra le altre testimonianze, il vecchio zuccherificio abbandonato di Codigoro (leggi qui). ...Leggi tutto

New Land di Emmanuele Panzarini

Published by:

new_land

Con colpevole ritardo pubblico molto volentieri quella che è stata la presentazione di una installazione estremamente interessante, che è stata esposta fino al 29 settembre a Porto Viro.
Le foto sono le uniche testimonianze che ci sono rimaste, spero possiate farvi almeno un’idea di ciò che è stata questa installazione.
Eccovi il comunicato stampa che molto cortesemente la nostra amica Melania Ruggini ci aveva puntualmente mandato.

A DeltArte è riemersa una nuova terra: si tratta di New land, nuova installazione site specific inaugurata sabato 7 giugno nel Comune di Porto Tolle (via Matteotti, vicino Ali’) alla presenza dell’Assessore Leonarda Ielasi e della popolazione locale. Emmanuele Panzarini è il giovane artista padovano autore dell’opera, realizzata con centinaia di ombrelli azzurri, grazie ad una residenza d’artista offertagli dal festival. L’opera ha molto incuriosito non solo la popolazione ma anche i turisti che spesso passano per la Romea alla volta delle spiagge; in tanti si sono fermati per capirne il significato. Dal ponte principale che conduce in città, l’opera sembra una vasta distesa d’acqua, o un gioco di fata Morgana. ...Leggi tutto

Film- I Centochiodi

Published by:

L’estate, si sa, è unanimemente considerata una stagione un po’ frivola. Anche i film che passano in televisione, di solito a tarda ora, tradiscono questo pregiudizio: soldatesse alle grandi manovre, piuttosto che irriverenti pierini contro tutti. Sia ben chiaro, siamo noi i primi a esultare quando sullo schermo appaiono le leggendarie curve della bellissima Edwige Fenech e guai se qualcuno volesse negarci questi piaceri notturni! Ma a volte può capitare, sopratutto nelle sonnacchiose serate di questo luglio che somiglia più a novembre e che poco invoglia  ad uscire, di imbattersi in qualcosa di diverso. ...Leggi tutto

La rovra delle Idee

Published by:

Ospitiamo con piacere l’evento che ci è stato segnalato questa settimana.
Si chiama “La Rovra delle Idee” ed è presentato da Deltarte.
Ecco a voi cari lettori il programma della manifestazione.

Inaugurazione
sabato 17 maggio 2014, ore 17.30
presso
Ariano nel Polesine (RO) | Centro Culturale e Museo di San Basilio
Dal 18 maggio al 29 settembre 2014

Mostra collettiva all’interno del festival DeltArte dedicata alla celebre quercia farnia del Delta del Po, tristemente scomparsa nel 2013. A cura di Melania Ruggini
Opere di Gaia Lionello, Francesco Mancin e Matteo Sauli.
Concerto di Alarc’h. ...Leggi tutto

Archeologia industriale a Ferrara e dintorni

Published by:

Una vecchia foto del Saponificio Chiozza Turchi di Pontelagoscuro.

Una vecchia foto del Saponificio Chiozza Turchi di Pontelagoscuro.

In Italia non abbiamo avuto un “cantore” della rivoluzione industriale. Nessuno che si sia preso la briga di analizzare e raccontare i cambiamenti epocali portati dall’applicazione su larga scala delle macchine al lavoro dell’uomo, come invece fecero Dickens per gli inglesi o Zola per i francesi. L’unico che ci si provò fu Pirandello, che in alcune novelle (Il Fumo e Ciaula scopre la luna) e in un romanzo (I vecchi e i giovani) descrisse l’epopea dello zolfo in Sicilia (leggi qui). Del resto Pirandello, quando parlava dell’industria di estrazione dello zolfo, parlava di sé: la sua famiglia, infatti, era proprietaria di una miniera ad Aragona, la Taccia Caci, e suo padre vendeva lo zolfo agli inglesi a Porto Empedocle. Ma è un’eccezione, il resto è deserto: non c’è, infatti, nella letteratura italiana un romanzo che sia un affresco storico del periodo che dalla seconda metà del’ottocento arriva al primo decennio del novecento, la cosiddetta età giolittiana. Questo sia per un ritardo tecnico che culturale: tecnico, perché la rivoluzione industriale arrivò in Italia più tardi rispetto a Inghilterra, Francia o Germania; culturale, perché la borghesia italiana si appassionava di più ai romanzi d’appendice alla D’Annunzio e non pareva interessata a guardarsi attorno. ...Leggi tutto