Category Archives: Dal Fiume

Dal cielo alla terra, storia di un ritrovamento.

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Sabato mattina scorso l’associazione di promozione sociale “Aerei perduti nel Polesine” ha dato inizio ai lavori di scavo per il recupero dell’aereo caduto nelle campagne tra Garofolo e Polesella tra il 1944 e il 1945 abbattuto dalla contraerea tedesca. Si tratta di un aereo di fabbricazione americana pilotato da un militare alleato, un Curtiss P40N “Kittyhawk”. L’aereo aveva il compito di bombardare le principali vie di comunicazione come ponti, strade e ferrovie con lo scopo di tagliare le possibilità di approvvigionamento dei soldati tedeschi. Questi aerei partivano dalle basi in Puglia e spesso facevano rotta proprio sul Polesine così come testimoniano gli oltre 70 crash registrati sul nostro territorio. ...Leggi tutto

Un aiuto ad un bellissimo progetto

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Cari lettori, oggi voglio farvi conoscere un progetto molto particolare che ha colpito e affascinato la piccola redazione dell’Eco.

Si chiama “Un Po di Novecento“.

Oggi siamo stati contattati da Maria Vittoria, “madrina” di questo progetto sviluppato insieme ad altri amici,  che ci ha illustrato per bene di cosa si tratta e crediamo fermamente che idee come queste abbiano bisogno di una mano, pertanto vi chiedo di dedicare il tempo necessario per leggere di cosa si tratta, proprio dalle parole scritte da Maria Vittoria. ...Leggi tutto

La storia di Bergantino, il paese delle giostre

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Esterno dell’autopista (Autodromo) che Umberto Favalli vide alla fiera di Poggio Rusco nel 1928. Quella giostra chiudeva l’epoca delle altalene, delle barchette, delle giostrine a cavalli mosse a mano e inaugurava i tempi nuovi della “macchina”, sogno degli italiani.

Esterno dell’autopista (Autodromo) che Umberto Favalli vide alla fiera di Poggio Rusco nel 1928. Quella giostra chiudeva l’epoca delle altalene, delle barchette, delle giostrine a cavalli mosse a mano e inaugurava i tempi nuovi della “macchina”.

Ci sono storie, racchiuse in quello straordinario scrigno che è la provincia italiana, che bisognerebbe avere la curiosità di andare a cercare, storie che ci raccontano di un passato in cui i nostri nonni, spesso spinti dalla fame e dalla miseria, avevano la forza di mettersi in gioco, inventandosi una vita completamente diversa da quella vissuta fino allora dai loro padri. Ci voleva del coraggio per far questo, era un po’ come puntare tutto alla roulette; ma chi non aveva niente da perdere, poteva permetterselo. Anche oggi, probabilmente, guardandoci intorno, non abbiamo più molto da perdere e può essere utile, perciò, voltare lo sguardo indietro e fermarsi un momento ad ascoltare una storia come questa. ...Leggi tutto

Sui luoghi di don Primo- La Fondazione Mazzolari

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Bozzolo e Cicognara distano poco più di quindici chilometri l’uno dall’altra. In questo fazzoletto di terra, stretto tra Viadana e Casalmaggiore, al confine tra le province di Mantova e Cremona, addossato all’argine sinistro del Po, don Primo Mazzolari ha esercitato, tra il 1920 ed il 1959, anno della sua morte, la sua missione di sacerdote.

Interno della Fondazione Mazzolari.

Interno della Fondazione Mazzolari.

Arrivo a Bozzolo una mattina piovosa di novembre. L’aspetto del paese è quello tipico di un piccolo borgo agricolo della bassa padana. In via castello, al numero 15, si trova la Fondazione don Primo Mazzolari. Mi accoglie il segretario, Giancarlo Ghidorsi, che mi parla con calore di don Primo (ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, da ragazzino è stato per anni suo chierichetto) e dell’attività della fondazione. ...Leggi tutto

Don Primo Mazzolari, storia di un parroco di campagna

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2 agosto 1931: è passata da poco la mezzanotte. Quella era stata una sera come tante per don Primo Mazzolari, parroco di Cicognara, un paesino dell’oltrepò mantovano, tra Viadana e Casalmaggiore. Come tutte le sere, dopo cena, si era intrattenuto nel suo studio a riordinare le carte, ad organizzare il lavoro del giorno dopo, a prendere appunti. Poi, verso le 23, era salito nella sua stanza. Era da poco riuscito ad addormentarsi, quando delle botte violente, picchiate sul cancello del cortile, lo svegliano. Don Primo si butta addosso la prima cosa che trova e va alla finestra a vedere; non fa in tempo ad aprire le imposte, che cinque colpi di rivoltella, sparati a poco più di dieci metri di distanza, lo investono, senza, per fortuna, colpirlo. Riesce soltanto ad intravedere due ombre indistinguibili che si allontano di corsa. ...Leggi tutto

Le foto dell’intervento a Polesella e…

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Stamattina mi sono nuovamente recato a Polesella, e dalla strada arginale si vede bene il lavoro della gru, che anche stamattina sta gettando i massi sul rinforzo di cemento che sembra avere avuto qualche difficoltà.

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Già nel sopralluogo di ieri sera, però, tra le tante voci di paese che si rincorrevano, una su tutte ha attratto la mia curiosità. Un signore che scendeva dall’argine a piedi mi ha incrociato e, senza che gli chiedessi nulla, mi ha detto che questo lavoro era pianificato da tempo e che <<come al solito in Italia le cose funzionano così>>, aggiungendo che <<sempre all’ultimo si devono fare i lavori…>>. Quest’affermazione mi ha lasciato di stucco: ammesso che il lavoro fosse pianificato da tempo, perché decidere di farlo d’urgenza proprio il sabato e la domenica, per altro in concomitanza con un evento critico come il passaggio di una piena? Ebbene, la verità non la conosco, ma l’ordinanza parla di una richiesta fatta al Comune di Polesella il giorno 31 ottobre, acquisita al n° di protocollo 9547 dello stesso Comune. I ben informati mi aggiornano sul fatto che, durante le situazioni di piena, esiste la possibilità di attingere ad un fondo speciale che permetterebbe di sbloccare danari utili alla realizzazione di opere magari rimaste al palo da tempo. ...Leggi tutto

Polesella, un aggiornamento

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Sono stato a Polesella circa un’ora fa e il via vai di camion che trasportano grandi massi è incessante, così come il lavoro della grande gru che hanno allestito stamane. I sassi vengono scaricati dai camion ai piedi dell’argine, lungo la strada di accesso a Polesella, per  essere poi raccolti dalla gru e gettati nel fiume, dove l’argine è in sofferenza a causa del corso della corrente. I molti curiosi come me sono tenuti a distanza dalle transenne, e il rumore del fiume impetuoso si confonde con il diesel dei bestioni e il frastuono dei massi scaricati. ...Leggi tutto

Stamattina a Polesella

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Stamattina le ruspe hanno cominciato l’opera di rinforzo dell’argine a ridosso di Polesella. La principale strada di accesso al paese è stata transennata. Numerose le persone accorse per verificare l’entità dei lavori e molte anche le voci che si rincorrono: c’è chi dice che la pista ciclabile, di recente realizzazione, abbia minato la stabilità dell’argine e chi dice che non c’è da preoccuparsi affatto, trattandosi di un intervento dovuto. L’umidità della strada evidenza le vecchie crepe dell’asfalto. Il cielo, intanto, a Polesella lascia trasparire un pallido sole, anche se le notizie meteo riferite alle prossime ore non sembrano molto confortanti. Non è il momento di fare falsi allarmismi, ma è necessario tenere alta l’attenzione e proprio per questo l’automobile dell’Aipo fa la spola su e giù dagli argini per controllare la presenza di eventuali fontanazzi. Noi che abitiamo qui ripetiamo, come un leitmotiv, che l’abbiamo visto più alto, che nel 1995 e nel 2000 era peggio, ma non possiamo nemmeno nascondere il senso di rispetto e di timore che, in queste ore, il Grande Fiume ci evoca imperiosamente. ...Leggi tutto