Dal cielo alla terra, storia di un ritrovamento.

Sabato mattina scorso l’associazione di promozione sociale “Aerei perduti nel Polesine” ha dato inizio ai lavori di scavo per il recupero dell’aereo caduto nelle campagne tra Garofolo e Polesella tra il 1944 e il 1945 abbattuto dalla contraerea tedesca. Si tratta di un aereo di fabbricazione americana pilotato da un militare alleato, un Curtiss P40N “Kittyhawk”. L’aereo aveva il compito di bombardare le principali vie di comunicazione come ponti, strade e ferrovie con lo scopo di tagliare le possibilità di approvvigionamento dei soldati tedeschi. Questi aerei partivano dalle basi in Puglia e spesso facevano rotta proprio sul Polesine così come testimoniano gli oltre 70 crash registrati sul nostro territorio.

La ricerca di questi velivoli avviene attraverso un primo ascolto delle testimonianze viventi, seguita da una scrupolosa indagine storica per finire poi alla ricerca materiale sul campo con sofisticati metal detector. E così è andata anche per il “nostro” Kittyhawk.

Questi aerei venivano fabbricati negli Stati Uniti dalla Curtiss Aeroplane and Motor Company. L’azienda aveva sede a Buffalo e a New York e contava 21000 dipendenti. Uno dei loro più grandi successi fu il famoso NC-4, il primo idrovolante ad attraversare l’Oceano Atlantico nel 1919. Il P40 fu un aereo costruito in moltissime unità, quasi 14000 e in molte versioni: era un monomotore ad ala bassa, simile come impostazione agli altrettanto famosi Supermarine Spitfire britannico e Messerschmitt Bf 109 tedesco. Uno dei motivi del grande successo Del Curtiss P40 fu certamente la capacità di essere costruito in tempi rapidi e il suo costo, relativamente basso. Tra le principali novità di questo velivolo vi era l’adozione di un motore in linea a 12 cilindri e il carrello completamente retrattile, come negli aerei attuali. Purtroppo non era un peso piuma e questo lo limitava rispetto ad altri velivoli. Venne largamente impiegato dagli Alleati britannici della RAF. La fama maggiore la raggiunse con le famigerate Flying Tigers del comandante Claire Lee Chennault: questo famosissimo gruppo aereo pilotava infatti il Curtiss P40 nelle missioni in Cina, contro i soldati dell’Impero del Sol Levante.

Il Curtiss impattò al suolo in maniera verticale, sprofondando ad oltre 10 metri nel terreno, diversamente da ciò che accadeva di solito. Infatti molti degli impatti erano più tangenziali al terreno e ciò comportava la disintegrazione completa del velivolo già alla superficie. In questi ultimi casi risulta molto più difficile recuperare oggi a distanza di anni dei reperti perchè questi non sono stati celati e quindi protetti dal terreno stesso.

La possente pala è comunque riuscita a riportare alla luce numerosissimi frammenti del velivolo oltre ad un cospicuo numero di munizioni. Purtroppo però il motore non è stato trovato forse perchè ancora più in profondità nel terreno rispetto alle possibilità di sbraccio della pala. Pare che non siano rinvenuti resti del pilota. Se si fosse trovato qualche resto umano, la procedura sarebbe stata di informare immediatamente l’Ambasciata inglese, in modo da poter dare comunicazione del ritrovamento ad eventuali parenti viventi del pilota.

  

Tutti i reperti recuperati verranno catalogati e posti in una sorta di piccolo museo presso l’aeroporto “Prati Vecchi” di Aguscello, alle porte di Ferrara, così come tutti gli altri recuperi dell’associazione “Aerei perduti nel Polesine”. Questa associazione composta di volontari, opera completamente in autofinanziamento ed è sorretta dalla grande passione dei propri membri, ai quali va tutta la nostra stima; grazie a loro un importante capitolo della nostra storia non verrà perso. Sono amanti della storia ma soprattutto professionisti veri, competenti e disponibili, come il sig.Luca Milan che ha mi sopportato con pazienza e che ha risposto ad ogni mia domanda con rigore storico e scientifico, al quale va il mio ringraziamento. L’associazione ha la propria pagina facebook //www.facebook.com/aereiperdutipolesine e un sito internet molto completo e dettagliato, disponibile al link www.aereiperduti.net : vi invito a visitare entrambi.

Dal cielo alla terra: dopo settant’anni, poter toccare con mano quei reperti strappati al terreno è stato davvero una grande emozione, così come il ricordare anche solo per un istante quel pilota che solcando i cieli del Polesine, insieme a tanti altri, ha donato la propria vita per la liberazione di questo territorio. Grazie ad Aerei Perduti sappiamo anche il nome del pilota, il sergente James V.C. Funnell, morto a soli vent’anni.

Qui potete leggere il comunicato stampa ufficiale che l’associazione ci ha gentilmente mandato.

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