Le emozioni di “Fiume Lento”

fiume lento

di Giorgio Capatti

“Per averci regalato, fra evocazione e rappresentazione, fra storia e natura, un ritratto vivido ed emozionante del fiume e delle sue storie.

Per un’opera commossa e commovente, solenne e vitale di altissimo valore espressivo.
Per disegni di assoluta e struggente bellezza, vibranti e incantati”.

Con questa motivazione la giuria del Premio Andersen attribuiva nel 2014 il superpremio per Miglior Album Illustrato al capolavoro di Alessandro Sanna “Fiume lento – Un viaggio lungo il Po”, edizione Rizzioli.

Per mera cronaca, il Premio Andersen è unanimemente considerato il più importante riconoscimento italiano nel campo della letteratura per l’infanzia, ed ogni anno viene consegnato da una giuria di esperti alle migliori opere, agli autori, agli illustratori, alle collane per bambini e ragazzi.

Colpevolmente ho conosciuto in ritardo la meravigliosa opera di Sanna, grazie al regalo di un caro amico, conoscitore della mia smisurata passione per il grande fiume e le sue storie. Conosciuto innamorandomene ad ogni tavola, lasciandomi affascinare e travolgere nell’emozione da ogni singola rappresentazione, da ogni singolo tratto di ciascun disegno.

Già dalla prefazione, mirabilmente scritta da Ermanno Olmi, uno che il Po e la sua gente ha saputo conoscerla e cantarla a fondo, il libro ci dischiude a storie armoniose e melodiche come il vento che attraversa la golena. Storie, come già in Terra Madre del Maestro, dove l’uomo e la natura si fondono in un unico corpo.

Quattro racconti, uno per ciascuna stagione, ricostruiti a partire dai ricordi dell’autore, continui deja vu (dalle stesse parole di Sanna in conclusione d’opera) a cui chi è cresciuto sul fiume, o anche solo lo ama, non può non essere avvezzo.

Le immagini appaiono piene di poesia, ogni singola tavola un quadro che restituisce profumi, colori, ansie, gioie e follie di cui il fiume si sa permeare.

E così, nell’autunno il Po esonda e l’alluvione sconvolge il territorio. Un uomo, un volto tra tanti volti, lascia la sua casa e corre ad avvertire i suoi compaesani. Quando torna, tutto è sommerso dall’acqua. Il suo cane, superstite alla furia dell’inondazione, è in attesa del suo ritorno.

In inverno un contadino va con la barca a prendere il figlio a scuola: lo attende una lezione di vita più importante. Nella notte, il bambino è testimone del parto di un vitellino. La nascita.

In primavera il paese si anima, è in festa. Arrivano le giostre della locale sagra e tutti assieme si balla e si brinda, condividendo la gioia di un matrimonio.

In estate arriva il circo, ma una tigre scappa. Ad incontrarla lungo il fiume sarà un pittore, alla ricerca del giusto paesaggio da immortalare. Sarà la follia tipica di queste terre, sarà la mancanza di paura perché tutti gli esseri viventi sanno amarsi, sarà che quando si è Ligabue, o chi per lui, ci si può aspettare ogni sorta di magia, ma la tigre diventa la musa perfetta per rendere l’arte immortale.

Non conosco Sanna (ma mi piacerebbe tanto), non conoscevo quest’opera fino a ieri, ed il presente testo, che non è una marchetta, è scritto sotto l’impulso entusiastico di un bambino a cui hanno regalato un sacchetto di emozioni.

Il consiglio quindi di lasciarsi emozionare, intraprendendo questo magico “viaggio lungo il Po”. Sono convinto che ne resterete affascinati quanto me.

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